lunedì 28 settembre 2026

Recensione: “Pecora Nera” di Georgette Heyer


Buongiorno Booklovers.
Oggi ho il piacere di parlarvi del romanzo intitolato Pecora nera di Georgette Heyer, pubblicato per noi da Astoria Edizioni il 13 febbraio 2026.


Titolo: Pecora nera
Autore: Georgette Heyer
Genere: Historical Romance
Pagine: 260
Formato: e-book e cartaceo
Prezzo e-book: 9,99 €
Prezzo cartaceo: 17,10 €
Data di pubblicazione: 13 febbraio 2026 (edizione originale 1966)
Disponibile su Amazon (link di acquisto nel titolo)

Voto: ♕ ⭐⭐⭐⭐⭐ ♕

Trama:

L’arrivo di Miles Calverleigh a Bath è l’evento della stagione. Tornato dall’India immensamente ricco, Miles è infatti un’autentica “pecora nera”: un uomo che la buona società condanna a causa dei suoi scandali giovanili e della sua sfacciata indifferenza al bon ton, ma non può fare a meno di considerare (e di temere). A differenza di lui, Abigail Wendover, energica, schietta e felicemente zitella a ventotto anni, è una donna dalla reputazione inattaccabile, ma soprattutto è insofferente alle sciocchezze romantiche che invece riempiono la testa di Fanny, sua nipote, perdutamente innamorata di un affascinante e squattrinato cacciatore di dote… che poi è proprio il nipote di Miles, Stacy. Per salvare la famiglia dalla rovina, Abigail sarà costretta a stringere un’improbabile alleanza con Miles, ma scoprirà ben presto che la “pecora nera” è molto più onesta, coraggiosa e pericolosamente attraente degli integerrimi, prevedibili, impettiti gentiluomini che la circondano. E le conseguenze saranno del tutto inattese…



Recensione


Ogni libro di Georgette Heyer riesce sempre a regalarmi emozioni genuine e intense grazie soprattutto all’eterogeneità dei suoi personaggi e delle sue trame. Non importa se i protagonisti siano due lontani cugini, due amici d’infanzia o due persone che si incontrano per uno strano piano del destino; quello che conta è la freschezza e la maestria con cui riesce sempre a creare dinamiche e protagonisti originali.

Non ci volle molto perché la signorina Abigail Wendover, che non era solita mentire a sé stessa, si rendesse conto di sentire una strana attrazione per il detestabile signor Miles Calverleigh. Con le sue parole sprezzanti, lui stesso si era condannato come persona del tutto indegna di rispetto; eppure quando ripensava alla loro conversazione veniva assalita da una deplorevole voglia di ridere.

Abigail Wendover è una schietta e felice zitella di ventotto anni con una reputazione inattaccabile e una certa insofferenza alle sciocchezze romantiche che invece riempiono la testa di Fanny, la nipote diciassettenne rimasta orfana di entrambi i genitori e unica erede del primogenito Roland. La giovane, infatti, si è innamorata di un affascinante e squattrinato cacciatore di dote che spera di sposarla per appianare i propri debiti.
L’uomo in questione, Stacy, è il nipote di Miles Calverleigh da poco arrivato a Bath dopo tantissimi anni trascorsi in India dove si è arricchito grazie al suo intuito per gli affari. Da sempre considerato la “pecora nera” a causa dei suoi scandali giovanili e della sua sfacciata indifferenza al bon ton.
Nel tentativo di salvare la famiglia dalla rovina, Abigail si rivolge proprio a Miles in cerca di un alleato e ben presto scoprirà che la cosiddetta “pecora nera” è molto più onesta, coraggiosa e pericolosamente attraente di molti dei gentiluomini che la circondano e le conseguenze saranno del tutto inattese.
Dopo un tiepido tentativo di convincersi che tollerava la sua presenza e la sua conversazione all’unico scopo di conquistarne l’aiuto nella crociata contro il nipote, con sua vergogna si trovò costretta ad ammettere che le facevano piacere entrambe e – quel che era peggio! – che avrebbe provato una certa delusione se le avesse annunciato l’intenzione di lasciare Bath nell’immediato futuro.

Pecora nera è l’ennesimo capolavoro di Georgette Heyer, maestra indiscussa di romanzi storici ambientati in piena epoca della reggenza.
Ancora una volta ci troviamo davanti a personaggi incredibili, ricchi di sfaccettature e appassionanti nelle loro imperfezioni. Ho trovato questo libro molto fresco perché evade gli schemi classici a cui sono abituata quando leggo uno storico pur rimanendo calato in modo pressoché perfetto nel suo contesto.
Protagonista indiscussa è sicuramente Abigail Wendover, una felice e schietta zitella di ventotto anni che condivide con la sorella maggiore Selina la tutela della nipote diciassettenne Fanny rimasta orfana di entrambi i genitori e unica erede del primogenito Roland, il primogenito della famiglia. Quando Abby rientra a Bath dopo un periodo trascorso dalla sorella Mary, scopre che Fanny si è perdutamente innamorata di affascinante cacciatore di dote, Stacy Calverleigh. Nel tentativo di conoscere l’uomo in questione per valutarlo e dissuaderlo dal corteggiamento, Abby finisce però per conoscere Miles Calverleigh, lo zio da poco rientrato a Bath dopo tanti anni vissuti in India. Abby è una protagonista davvero sorprendente e molto vivace. Si considera una zitella incallita, ha una vita ormai ben assestata, in cui ricopre il ruolo di infermiera e confidente per i suoi familiari più stretti. L’amore è l’ultimo dei suoi pensieri ma tutto cambia quando conosce Miles un uomo tanto impossibile quanto affascinante.
Miles Calverleigh è da poco arrivato a Bath dopo più di vent’anni vissuti in India in cui si è arricchito grazie al suo straordinario intuito per gli affari. Da sempre considerato la “pecora nera” della famiglia a causa dei suoi scandali giovanili e della sua sfacciata indifferenza al bon ton, è sicuramente una persona molto schietta, coraggiosa e decisamente affascinante. Quando conosce la signorina Abigail seppur poco interessato alle vicende del nipote che, a dire il vero, non conosce nemmeno, resta però affascinato dalla giovane zitella con cui ha scambi sempre molto vivaci e interessanti che ben presto faranno breccia nel suo cuore. Miles è un personaggio che ho amato all’istante, la sua indole pacata e ironica mi ha conquistato senza fatica. Anche se di lui conosciamo molto poco poiché il romanzo è narrato dal punto di vista di Abby, sono state proprio le sue azioni e le sue parole a conquistarmi completamente.
Gli aveva detto di non essere sicura di amarlo, non perché dubitasse del suo sentimento, ma perché si era resa conto con terrore di amarlo davvero, indipendentemente da quello che era o da ciò che aveva fatto.

Nel corso della lettura impariamo a conoscere tanti personaggi secondari molto interessanti e caratterizzati davvero bene che rendono la lettura ancora più ricca e originale.
Adoro questo aspetto nei libri della Heyer, la grande abilità con cui riesce a intrecciare i diversi personaggi e dare vita a una trama sempre originale e mai scontata. La famiglia Wendover può essere considerata una sorta di terzo protagonista poiché le vicende di Fanny e Stacy occupano un certo spazio nella trama e rendono ancora più vivaci e frizzanti i frequenti incontri tra Miles e Abby.
Come ho accennato prima, il romanzo è soprattutto incentrato sulle vicende di Abby un’eroina deliziosa, leale verso famiglia. Miles non è il tipico eroe romantico, è la pecora nera della famiglia; me proprio lui rappresenta quella ventata di aria fresca di cui Abby ha bisogno dopo tanti anni trascorsi con parenti soffocanti e un po’ invadenti. Quello tra Miles e Abby è tra i migliori rapporti che la Heyer abbia mai creato, perché si fonda su rispetto, umorismo e affinità di vedute. Sono fatti l’uno per l’altra.
Un marchio distintivo di Georgette Heyer e che trovo immancabilmente in tutti i suoi libri è l’accuratezza in cui descrive la società di inizio Ottocento, dalla moda, alle tacite consuetudini di una cittadina come Bath che ha ben poco di invidiare alla City. E se anche voi, come me, avete un debole per la rigida società di quel periodo, troverete nella Heyer una fonte inesauribile di dettagli, spiegazioni e consuetudini. La trama ha un’evoluzione originale e fresca, non mancano momenti divertenti alternati ad altri più pacati ma mai privi di mordente, e così mi sono ritrovata a finire il libro in pochissimo tempo.
Lo stile di scrittura di Georgette Heyer è impareggiabile; la sua penna è precisa, curata, divertente e molto acuta. Adoro il modo in cui i suoi personaggi interagiscono tra di loro, i dialoghi sono sempre un momento fondamentale nella prosa della Heyer. Il modo di interagire tra Miles e Abigail è favoloso, penso di non aver mai sghignazzato tanto in vita mia. E poi la sua penna è così tanto vivace che penso che impossibile non restarne rapiti.
Come in molti romanzi della Heyer il finale può forse apparire un po’ brusco, ma io l’ho trovato perfetto soprattutto perché Miles ha pensato a tutto per lui e per la sua dolce e premurosa Abby.
Prima che potesse riprendersi era già tra le sue braccia e veniva baciata con una certa veemenza. “Mia unica, luminosa stella!” le sussurrò. Il signor Calverleigh aveva delle braccia piuttosto forti e una spalla ben posizionata per essere usata da una signora alta. Abby, respirando con affanno, vi appoggiò grata la guancia e, per alcuni brevi momenti, le sembrò di essere finalmente giunta in porto dopo una traversata burrascosa.

Pecora nera è un romanzo che conquista con i suoi dialoghi divertenti e quell’amore che riesce a manifestarsi in mille modi diversi. Una lettura perfetta per tutti gli amanti del genere storico.
L’epoca passata conserva tutto il suo indiscusso fascino tra le sapienti mani della Heyer, e resiste con forza e grazia all’inevitabile scorrere del tempo.
Buona lettura.

Voto



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