Buongiorno Booklovers.
Torna la rubrica I love regency, che condivido con la mia amica Susy del blog I miei magici mondi, dedicata al bellissimo mondo dei romanzi storici che non possono mancare tra le mie letture.
Oggi vi parliamo di L’istitutrice del Laird di Catherine Tinley, primo volume autoconclusivo della serie Lairds of the Isles, pubblicato da HarperCollins Italia nella collana Harmony History.
La serie Lairds of the Isles:
Titolo: L’istitutrice del Laird
Autore: Catherine Tinley
Editore: HarperCollins Italia
Collana: Harmony History
Genere: Historical Romance
Serie: Lairds of the Isles #1
Pagine: 220
Formato: e-book
Prezzo e-book: 4,99 €
Data di pubblicazione: 16 maggio 2022
Disponibile su Amazon (link di acquisto nel titolo)
Voto: ⭐⭐⭐⭐⭐
Trama:
Scozia, 1810
Rimasta senza denaro, Miss Lydia Farnham è costretta ad accettare un posto come istitutrice su un’isola remota della Scozia, agli ordini di Alasdair MacDonald. Il suo arrivo porta con sé un vento dolce e tiepido, che conquista il cuore della figlia dell’ombroso laird. Lui, però, non si fida di Lydia e dei suoi metodi di insegnamento così poco convenzionali. Alasdair crede nella disciplina e nelle regole, e soprattutto queste ultime non lo hanno mai deluso, come invece è accaduto quando ha seguito il cuore e i sentimenti. Eppure Lydia inizia a insinuarsi nel suo animo a dispetto di ogni sua strategia per ignorare quello che prova per lei.
Recensione
Quando Miss Lydia Farnham resta senza lavoro e senza denaro accetta di lavorare come istitutrice su un’isola remota della Scozia, agli ordini del padrone di Ardmore Castle, il laird Alasdair MacDonald. Lydia ama il suo lavoro e in poco tempo conquista il cuore della figlia dell’ombroso laird. Lui, però, non si fida della giovane e non vuole ripetere gli stessi errori del passato, così cerca di tenerla a distanza, anche quando Lydia dimostra di essere brava nel suo lavoro e affidabile. Più tempo passa e più diventa difficile ignorare i sentimenti che la giovane sassone gli fanno provare perché ormai lei si insinuata nel suo animo.
C'era una scintilla di divertimento, nei suoi occhi?, si chiese Lydia. Era difficile stabilirlo, in particolare quando dentro di sé si sentiva sciogliere. E sapeva esattamente perché stava accadendo.
L’istitutrice del Laird è il primo volume autoconclusivo della serie Lairds of the Isles, un romanzo leggero e romantico di quelli che piacciono a me e che non mi scanto mai di leggere, magari più volte.
Questo, in particolare, mi è piaciuto molto perché la protagonista è un’istitutrice e la presenza dei bambini in romanzi simili per me sono una garanzia.
Dopo essere rimasta senza lavoro e aver finito il denaro, Miss Lydia Farnham accetta il lavoro di istitutrice in un’isola remota della Scozia agli ordini di Alasdair MacDonald. La vita sull’isola è molto diversa da quella a cui lei è abituata, la comunità è piccola e non esistono le classiche rigide regole inglesi. In particolare, Alasdair, nonostante la sua iniziale freddezza, si dimostra presto un signore giusto e profondamente legato alla piccola Mairead che, a causa di una violenta febbre avuta qualche anno prima, è rimasta quasi invalida. Lydia si affeziona presto alla sua piccola studentessa e più tempo passa al castello, più si rende conto di provare per Alasdair dei sentimenti impossibili da combattere. Il personaggio di Lydia mi è piaciuto molto: è un giovane donna che ha spesso subito ingiustizie a causa della sua bellezza, per questo cerca di non attirare l’attenzione di su sé, ma la vita al castello risulta più semplice di quanto credeva e non fatica a integrarsi nella piccola e affiatata comunità.
Alasdair MacDonald è il laird di Ardmore Castle e un padre amorevole e non c’è niente che non farebbe per Mairead, la figlia cagionevole di sei anni. In passato è rimasto scottato dalla madre della piccola, per questo motivo è tanto diffidente nei confronti della bella Lydia, crede che sia una persona poca adatta per la vita sull’isola e che presto li abbandonerà. Presto, però, è costretto a rivedere il suo giudizio perché Lydia è indubbiamente una bellissima donna, ma è anche un’istitutrice dotata e volenterosa e Mairead l’adora. Anche il personaggio di Alasdair mi è piaciuto, non solo è un padre amorevole ma è anche un uomo giusto e che non si risparmia mai per la sua comunità. Anche se cerca di tenere Lydia a distanza più tempo passa e più diventa difficile ignorare i sentimenti che prova per lei. Potrà mai esserci futuro per loro?
Nel mezzo delle preoccupazioni e angosce e... forse della morte, si era teso verso di lei con la stessa naturalezza con cui un fiore si tendeva verso il sole. Lei era luce, cuore e bontà e, con le tenebre che lo circondavano, aveva avuto bisogno del suo calore.
Mi è piaciuto molto come nasce e come evolve il rapporto tra i due protagonisti e il loro avvicinamento è tipico dei romanzi di questo genere. Ho apprezzato il loro affiatamento nonostante le differenze e la spontaneità con cui si danno reciprocamente sostegno e forza.
Anche i personaggi secondari mi sono piaciuti; la vita a Ebridi è semplice e dura allo stesso tempo, la comunità è affiatata e tutti si aiutano nel momento del bisogno. La loro presenza rende la storia avvincente e, in qualche modo piena ed è un aspetto che mi è piaciuto molto.
La narrazione è in terza persona – obbligatorio per uno storico – e il punto di vista è alternato. In questo modo ho potuto conoscere a fondo i due protagonisti. In un certo senso sono entrambi diffidenti nei confronti del prossimo a causa delle rispettive esperienze ma nonostante questo il loro legame nasce in modo spontaneo e si accresce con il passare del tempo. Ho apprezzato moltissimo il senso di protezione di Alasdair, come cerca di proteggere non solo la figlia, ma anche tutte le persone del suo clan. Allo stesso tempo ho apprezzato la dolcezza e la forza di Lydia che non si risparmia nel momento del bisogno e che impara con gioia a vivere seguendo tradizioni che non fanno parte della sua cultura. Entrambi evolvono e imparano dai propri errori senza però stravolgere troppo i rispettivi caratteri. Il loro è un lento e mai scontato avvicinamento.
I rapporti tra i diversi personaggi sono sicuramente un altro punto a favore del romanzo; si respira un bellissimo senso di comunità, uniti nelle gioie e nei dolori senza mai risparmiarsi.
La trama ha un bel sviluppo e il romanzo si legge in pochissimo tempo, forse anche perché mi piacciono sempre molto le dinamiche istitutrice alunno o istitutrice e padrone.
Lo stile di scrittura di Catherine Tinley mi è piaciuto molto; la sua penna è scorrevole, attenta, delicata e vivace allo stesso tempo. Nel corso della storia si alternano momenti allegri e spensierati ad altri più intensi e anche dolorosi.
Ho apprezzato tantissimo i dialoghi perché mi hanno permesso di conoscere meglio i personaggi e in particolare i due protagonisti e il legame che costruiscono capitolo dopo capitolo. Il finale è molto bello anche perché è particolare e, anche in questo caso niente appare scontato o già visto.
Incapace di fermarsi, la baciò dolcemente sulla testa, poi posò la testa indietro, chiudendo gli occhi. Lei si accoccolò contro di lui, e Alasdair trattenne il respiro. Un momento dopo il sonno la sommerse di nuovo, e il suo corpo si abbandonò contro quello di lui. Mentre il fuoco crepitava e la pioggia iniziava a diminuire, Alasdair restò a vegliare su Mairead e Lydia, sapendo che era il più grande privilegio della sua vita.
Consiglio L’istitutrice del Laird a tutti gli amanti del genere storico e non solo. Ho trovato la storia di Alasdair e Lydia molto piacevole e romantica, e una volta arrivata all’ultima pagina mi sono sentita molto soddisfatta.
Buona lettura.



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