martedì 29 gennaio 2019

Incontro con l'Autore: intervista a Caitlyn Coral


Buon martedì booklovers,
Oggi il blog ha il piacere di ospitare ed intervistare una giovane autrice emergente veramente molto brava: il suo nome è Caitlyn Coral.
Nel mese di maggio dello scorso anno è uscito il suo primo romanzo intitolato The Chosen Ones, edito dalla Genesis Publishing, si tratta di uno Urban Fantasy YA e primo volume della trilogia Becoming Luciel.
Ho avuto il piacere di leggere il suo romanzo e mi è piaciuto davvero tantissimo, se siete curiosi di conoscere il mio parere potete leggere la mia recensione qui.
A fine intervista troverete la scheda del libro e se non lo avete ancora letto vi consiglio di farlo perché, se siete amanti del fantasy come me, vi piacerà sicuramente.


L'autrice


Caitlyn Coral nasce a Milano, nel 1993, ed è sempre stata una lettrice accanita.
Si laurea in Scienze e Tecniche Psicologiche e attualmente studia Comunicazione. Nel tempo libero, legge e tenta di star dietro alle mille storie che vorrebbe scrivere. The Chosen Ones, primo volume della Trilogia "Becoming Luciel", è il suo romanzo d’esordio (2018, Genesis Publishing).


Ciao Caitlyn, benvenuta nel mio piccolo blog.
Sono molto contenta di poterti intervistare e ti ringrazio per la tua disponibilità e gentilezza.
La prima domanda che vorrei farti è questa: chi è Caitlyn Coral?

Ciao, innanzitutto grazie per l’intervista! 
Dunque, Caitlyn è un alter ego di cui non ho potuto proprio fare a meno. Non sono una persona che ama apparire e farsi vedere, per di più ho sempre voluto evitare di coinvolgere parenti e amici nelle mie disavventure editoriali, perché voglio ricevere pareri più sinceri e disinteressati possibili.
Insomma, Caitlyn mi ha permesso di poter iniziare un’avventura da zero, con le mie sole forze e senza aiuti. Se dovessi darti una breve descrizione, la definirei una giovane scrittrice in erba che ha tutta l’intenzione di sperimentare vari generi e di imbarcarsi in mille progetti.

Lo scorso maggio, grazie alla Genesis Publishing, è uscito il tuo romanzo d’esordio intitolato “The Chosen Ones”, primo volume della trilogia “Becoming Luciel”. Mi parleresti brevemente del libro?
“The Chosen Ones” è il primo progetto in cui ho creduto davvero. Nel corso degli anni ho cestinato moltissimi lavori, tranne questo. Ero – e sono – convinta che sia qualcosa di valido da sottoporre ai lettori. C’è voluto un bel po’ di fegato per decidere di proporlo alle case editrici, però. Soprattutto considerando che avevo già bene in mente si sarebbe trattata di una trilogia!

Penso che scrivere un Fantasy emozionante come il tuo non sia semplice, e per questo ti rinnovo i miei complimenti, com’è nata la storia di Adam e degli altri Eletti?
Come sempre, ti ringrazio dal profondo del cuore per il giudizio positivo!
Adam è nato da una scena che mi sono immaginata mentre scrivevo altro: un tizio che camminava sotto la pioggia. Da lì, la fantasia ha preso il volo. Chi poteva essere quel tizio? E che ci faceva in giro?
Un protagonista sonnambulo e dalla personalità svogliata ha preso subito forma. E la questione del sonno ha iniziato ad attirare la mia attenzione.
Sapevo di voler creare diversi personaggi coinvolti nella vicenda, loro sono arrivati dopo. Di alcuni non sapevo nemmeno cosa farmene ma, pian piano, le idee sono arrivate.

The Chosen Ones è il primo romanzo di una trilogia, sai già, a grandi linee, come si evolverà la storia oppure la tua scrittura è più istintiva?
Al momento è stato già tutto deciso. Il secondo manoscritto è già completo e il terzo e ultimo, che sarà un vero e proprio spin-off, è attualmente in fase di scrittura.
Di norma a me piace progettare il più possibile, ma capitano sempre delle modifiche mentre scrivo o durante la rilettura finale. Per esempio, il secondo manoscritto ha già ricevuto profonde modifiche da parte mia, rispetto a quello che ero intenzionata a far accadere. L’istinto quindi c’è, però non è il metodo principale con cui ho portato avanti la trilogia.

Ho apprezzato tutti i personaggi incontrati nel tuo romanzo, ho trovato Adam molto concreto e reale, per questo volevo chiederti se ti identifichi con qualcuno dei personaggi che hai creato?
Se devo dire la verità, cerco di evitare di inserire troppa “me stessa” nei miei personaggi, perché rischierei di non essere più obiettiva nei loro confronti. E poi io come protagonista non durerei due giorni, realisticamente parlando.
In Adam, però, rivedo un po’ della mia pigrizia e soprattutto una certa normalità: come lui, non sono mai stata il tipo da eccellere in qualcosa. L’idea di prendere un protagonista un po’ anonimo e renderlo centrale nella vicenda è stata la mia sfida personale.

Com’è nata la tua passione per la scrittura? E come mai hai deciso di dedicarti al genere Fantasy?
Ho iniziato a scrivere verso i dodici anni, più che altro per egoismo: non riuscivo a trovare tante storie che mi piacessero abbastanza da incantarmi. Mancava sempre qualcosa, oppure mi irritavo perché l’autore avrebbe potuto approfondire X cosa e non l’aveva fatto.
Insomma, avevo un atteggiamento sbagliatissimo: pretendevo che sconosciuti scrivessero esattamente ciò di cui IO volevo leggere. Il problema è che gli scrittori non possono leggere nella mente di ogni singolo lettore, è una pretesa assurda.
Quando l’ho capito, mi sono rimboccata le maniche e ho iniziato a scrivere le storie che volevo leggere. Solo anni dopo ho sentito nascere in me la necessità di condividerle e quindi sperare in una pubblicazione.
Il fantasy mi piace da morire a causa delle sue possibilità: mi piace creare, inventarmi cose, e questo genere non impone nessun limite, se non quello di restare coerenti. Se scrivessi storici, o gialli, o di altri generi, avrei di certo molti limiti da rispettare e gran belle ricerche da fare per non scrivere cavolate. Questo mi smorza un po’ l’entusiasmo, perché al momento studio già abbastanza per stare dietro all’università.

Qual è il tuo genere di lettura preferito? Ti sei ispirata a qualche autore per il tuo romanzo?
Leggo di tutto: dagli urban fantasy alla narrativa giapponese, dai gialli ai romanzi d’amore. Mi piace cambiare, leggere nuovi stili. Trovo sia utilissimo per imparare a scrivere bene e migliorarsi!
Mentre scrivevo “The Chosen Ones” non mi sono ispirata a nessun autore in particolare. Anche la trama è completamente farina del mio sacco.

Quanto tempo hai impiegato per scrivere il tuo libro?
Senza contare l’editing, direi un annetto circa o poco meno.  

Qual è stata la parte più complicata da scrivere?
Più che una parte precisa, direi che la difficoltà più grande è stata tentare di non rendere prevedibili i colpi di scena e mantenere Adam “non troppo irritante”. Con una personalità come la sua, è stato davvero difficile catapultarlo in situazioni assurde e cercare di evitare che i lettori potessero detestarlo. Inoltre, ho prestato molta attenzione a intrecciare le varie relazioni dei personaggi. Tutto sommato, sono soddisfatta di come sono usciti 😊

Cosa rappresenta per te la scrittura?
Rappresenta una necessità, ormai. La voglia di stupire e intrattenere il prossimo, per ore o qualche giorno, e magari regalare emozioni.
Quando ho deciso di pubblicare mi sono detta: “non potrai piacere a tutti e probabilmente hai ancora molta strada da fare. Se anche solo un lettore troverà bello il tuo libro, da cinque stelle, allora avrai raggiunto lo scopo”. E in effetti non ho cambiato atteggiamento. 

Cosa ti piace fare nel tempo libero?  
…devo darti una risposta un po’ noiosa: per la maggior parte del tempo scrivo o leggo. Recentemente ho iniziato a interessarmi alla grafica editoriale.

Se tu lavorassi in una libreria e mi dovessi consigliare una lettura da fare quale libro mi consiglieresti?
Dipende molto dai tuoi gusti. A me, per esempio, piace molto la letteratura giapponese…quindi consiglio spesso ad amici scrittori come Murakami e Yoshimoto.
Tornando a parlare di fantasy, sono rimasta stregata dalla saga dell’Attraversaspecchi di Christelle Dabos, edita da E/O edizioni. Quella scrittrice è geniale e l’ammiro molto.

Cosa ti piacerebbe fare da grande?
Al momento sto finendo gli studi e sono quasi al capolinea, quindi direi trovarmi un buon lavoro e riuscire a continuare a scrivere. Può sembrare banale, ma è un desiderio molto semplice che mi assicurerebbe la felicità!

Qual è il tuo sogno nel cassetto?
Approcciarmi al mercato editoriale anglofono. Vorrei davvero che i miei scritti potessero essere letti da più pubblico possibile e per questo è necessaria almeno una traduzione verso l’inglese, purtroppo però è una possibilità molto remota. La speranza è l’ultima a morire, comunque!

Grazie mille per essere stata in mia compagnia e complimenti ancora per il tuo bellissimo romanzo. Non vedo l’ora di leggere il seguito di questa storia avvincente.
Grazie per le belle emozioni che mi hai fatto provare.
Grazie ancora a te, sia per l’intervista che per la recensione! Spero che anche i prossimi libri possano piacerti tanto quanto il primo, se non di più 😉 


Autrice: Caitlyn Coral
Casa Editrice: Genesis Publishing
Genere: Urban Fantasy YA
Serie: Trilogia Becoming Luciel#1
Pagine: 350
Prezzo e-book: 3,99 €
Prezzo cartaceo: 11,60 €
Data di uscita: 23 maggio 2018

Trama:
«Tu non sei un eroe, Adam. Tu sei quello troppo intelligente per finire nei casini, anche quando i casini vengono da te.» Il ragazzo annuì, desiderando di nuovo di poter vuotare il sacco e urlare che, solo per una volta, il casino non poteva essere evitato nemmeno da lui, che gli era esploso in faccia e stava ancora raccogliendo pezzi di un puzzle che si rimescolava un giorno sì e l’altro pure, aumentando di volume ogni volta.
La vita di Adam Finch non potrebbe andare peggio: la scelta del college è alle porte, ha appena troncato l'amicizia con il suo migliore amico e, come se tutto ciò non bastasse, iniziare a soffrire di sonnambulismo è la ciliegina sulla torta.
L'ultima cosa che Adam desidera è essere additato come il pazzo della piccola cittadina in cui vive, ma niente riesce a impedirgli di lasciare la sua camera e vagabondare di notte.
Quando i suoi sogni si fanno più strani e dei lividi iniziano a comparire sul suo corpo, gli stessi che crede di aver ottenuto in sogno, è facile cadere nel panico. Lo è ancora di più quando Nina, una ragazza nella sua classe di Spagnolo, gli rivela di avere il suo stesso problema e che nulla di quella malattia è casuale.
Tra incubi terribili, poteri sovrannaturali e il rischio di morire sul serio, Adam dovrà affrontare ciò che uno come lui non ha speranze di superare: una battaglia, la Battaglia degli Eletti.

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