lunedì 20 luglio 2020

Interview Tour: intervista a Rossana Lozzio


Grazie alla Little Black Dress, ho avuto il grande onore e piacere di fare cinque domande a Rossana Lozzio.
Vi trascivo le domande e le risposte e ringrazio l'autrice per essere stata così disponibile e soprattutto la Little Black Dress per avermi dato questa possibilità.

Intervista a Rossana Lozzio


Come mai hai deciso di scrivere un romanzo che ruotasse alla figura di Csaba dalla Zorza?
Seguo la signora Csaba dalla Zorza da anni, da quando ebbi modo di conoscerla nella trasmissione “Cuochi e fiamme” in cui figurava tra i giudici, in qualità di Chef.
Con il programma “Cortesie per gli ospiti” me ne sono innamorata: è una donna elegante, mai sopra le righe, garbata, ironica, intelligente e molto preparata. Non amo i cosiddetti “insegnanti di bonton” perché solitamente sono altezzosi e poco empatici ma lei non insegna, lei È e basta. Si meritava il ruolo di musa e protagonista (sotto forma di mito di Eleonora, il personaggio principale) in uno dei miei romanzi, nel quale, narro di come possano essere utili i miti nella vita di persone che necessitano di una sorta di punto di riferimento e non lo trovano nella quotidianità che gravita loro intorno, affinché possano avere spunti meravigliosi grazie ai quali crescere e migliorarsi, senza cedere al desiderio di mollare.

Quando inizi una nuova storia sai già come finirà, oppure lasci che sia la storia stessa a portarti dove vuole?
Quando inizio a scrivere un romanzo sono mossa da una forte ispirazione e non so nemmeno mai se riuscirò a scriverlo per intero, figuriamoci se potrei conoscerne il finale! Lascio che l’ispirazione mi trasporti e ne sono immensamente felice. Non scrivo mai con alcun intento se non quello di appassionarmi e di seguire l’onda emozionale legata ai personaggi, i quali, spesso, mi conducono per mano fino alla fine.

Cosa rappresenta per te la scrittura?
Credo di averlo espresso nella risposta precedente: emozioni allo stato puro. Quando scrivo mi sento felice, in un’altra dimensione e questo funge per me anche da vera e propria terapia dell’anima.

Quanto di Rossana Lozzio possiamo trovare nei tuoi romanzi?
Spero tanto ma dovrebbero dirlo gli altri… io scrivo con tutta l’anima quindi credo che, volendo o non volendo, ci sia sempre molto di me, del mio essere, del mio sentire.

Se ti chiedessi di consigliarmi un romanzo da leggere (di qualsiasi genere) quale mi consiglieresti?
Senza dubbio alcuno: “Io uccido” di Giorgio Faletti. Fu l’unico romanzo di questo genere (per me decisamente ostico e lontanissimo dalle mie solite letture) che riuscii a leggere fino in fondo e ricordo che lo feci in una notte… una specie di meravigliosa follia ma mi lasciai trasportare dalla penna fluida e altrettanto meravigliosa dello scrittore che in quella stessa notte si tramutò nel mio autore prediletto.
Sono fermamente convinta che sia una dote naturale - oltre a una grande abilità - riuscire a conquistare un lettore con una storia appartenente a un genere distante da lui anni luce e a entrargli direttamente nel cuore!


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