Buon venerdì Booklovers e buon festa della Liberazione.
Torna la rubrica I love regency, che condivido con la mia amica Susy del blog I miei magici mondi, dedicata al bellissimo mondo dei romanzi storici che non possono mancare tra le mie letture.
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Oggi vi parleremo del romanzo Missione matrimonio del Duca di Deborah Hale, terzo volume autoconclusivo della serie Le cronache della scarpetta di cristallo.
La serie Le cronache della scarpetta di cristallo:
Un’istitutrice per il Barone – Recensione
Un Conte dalle nobili intenzioni – Recensione
Missione matrimonio del Duca
Un gentiluomo alla ricerca di una sposa
Un’istitutrice per il Barone – Recensione
Un Conte dalle nobili intenzioni – Recensione
Missione matrimonio del Duca
Un gentiluomo alla ricerca di una sposa
Titolo: Missione matrimonio del Duca
Autore: Deborah Hale
Editore: Self Publishing
Genere: Historical Romance
Serie: Le cronache della scarpetta di cristallo #3
Pagine: 247
Formato: e-book
Prezzo e-book: 0,89 €
Data di pubblicazione: 2 marzo 2024
Disponibile su Amazon (link di acquisto nel titolo)
Autore: Deborah Hale
Editore: Self Publishing
Genere: Historical Romance
Serie: Le cronache della scarpetta di cristallo #3
Pagine: 247
Formato: e-book
Prezzo e-book: 0,89 €
Data di pubblicazione: 2 marzo 2024
Disponibile su Amazon (link di acquisto nel titolo)
Voto: ⭐⭐⭐
Trama:
L’incontenibile Leah Shaw arriva a Renforth Abbey per insegnare a Kit, il figlio malato del Duca di Northam, per un anno, il periodo più lungo per cui abbia mai accettato un incarico. All’inizio, Sua Grazia Hayden Latimer non vuole che Leah rimanga nemmeno un giorno, figurarsi un anno intero. La nuova istitutrice gli ricorda troppo la sua defunta moglie, il cui comportamento sconsiderato era quasi costato la vita a suo figlio. Teme che Leah possa mettere in pericolo il ragazzo lasciandogli troppa libertà.
Il duca, bello e cupo, ricorda a Leah i rigidi insegnanti contro i quali si ribellava da bambina. Ma mentre osserva Hayden intrattenere il figlio per ore e ore, non può negare che la sua eccessiva protezione derivi da una sincera devozione. Sotto i modi burberi del duca si nascondono una gentilezza e una vulnerabilità che la attraggono fin troppo. Si chiede se Hayden non abbia bisogno del suo aiuto tanto quanto suo figlio.
Quando Kit diventa più forte e felice grazie alle cure di Leah, Hayden cambia parere su di lei e cerca disperatamente un modo per tenere Leah a Renforth Abbey. Il matrimonio potrebbe essere una soluzione, ma Leah non è tentata dal titolo o dalla fortuna del duca. La sua indipendenza, faticosamente conquistata, per lei conta più di ogni altra cosa… tranne forse l’amore? Leah teme che il suo cuore possa essere intrappolato dai suoi crescenti sentimenti per Hayden e Kit. O saranno loro a lasciarla andare per trovare finalmente il vero amore?
L’incontenibile Leah Shaw arriva a Renforth Abbey per insegnare a Kit, il figlio malato del Duca di Northam, per un anno, il periodo più lungo per cui abbia mai accettato un incarico. All’inizio, Sua Grazia Hayden Latimer non vuole che Leah rimanga nemmeno un giorno, figurarsi un anno intero. La nuova istitutrice gli ricorda troppo la sua defunta moglie, il cui comportamento sconsiderato era quasi costato la vita a suo figlio. Teme che Leah possa mettere in pericolo il ragazzo lasciandogli troppa libertà.
Il duca, bello e cupo, ricorda a Leah i rigidi insegnanti contro i quali si ribellava da bambina. Ma mentre osserva Hayden intrattenere il figlio per ore e ore, non può negare che la sua eccessiva protezione derivi da una sincera devozione. Sotto i modi burberi del duca si nascondono una gentilezza e una vulnerabilità che la attraggono fin troppo. Si chiede se Hayden non abbia bisogno del suo aiuto tanto quanto suo figlio.
Quando Kit diventa più forte e felice grazie alle cure di Leah, Hayden cambia parere su di lei e cerca disperatamente un modo per tenere Leah a Renforth Abbey. Il matrimonio potrebbe essere una soluzione, ma Leah non è tentata dal titolo o dalla fortuna del duca. La sua indipendenza, faticosamente conquistata, per lei conta più di ogni altra cosa… tranne forse l’amore? Leah teme che il suo cuore possa essere intrappolato dai suoi crescenti sentimenti per Hayden e Kit. O saranno loro a lasciarla andare per trovare finalmente il vero amore?
Miss Leah Shaw accetta di recarsi a Renforth Abbey per insegnare a Kit, il figlio malato del Duca di Northam, per un anno, il periodo più lungo per cui abbia accettato un incarico. L’inizio, però, non è dei migliori perché Hayden Latimer, il Duca, oltre a non sapere del suo arrivo, teme anche che il comportamento così simile alla defunta moglie possa mettere in pericolo l’amato figlio. Allo stesso tempo, la rigidità del Duca ricorda a Miss Leah gli insegnanti intransigenti da cui si ribellava da bambina.
Ma il Duca, bello e cupo, è anche un padre amorevole e attento che cerca di proteggere il figlio che tanto ama. Quando Kit, grazie alle cure di Leah, diventa più forte e felice, Hayden cerca di trovare un modo per farla rimanere con loro, il matrimonio sembrerebbe essere la soluzione migliore, ma Leah non ha intenzione di rinunciare alla sua libertà e all’indipendenza tanto faticosamente raggiunta? Riuscirà il Duca a convincerla oppure lasciarla andare si dimostrerà la scelta migliore?
Ma il Duca, bello e cupo, è anche un padre amorevole e attento che cerca di proteggere il figlio che tanto ama. Quando Kit, grazie alle cure di Leah, diventa più forte e felice, Hayden cerca di trovare un modo per farla rimanere con loro, il matrimonio sembrerebbe essere la soluzione migliore, ma Leah non ha intenzione di rinunciare alla sua libertà e all’indipendenza tanto faticosamente raggiunta? Riuscirà il Duca a convincerla oppure lasciarla andare si dimostrerà la scelta migliore?
Nella sua foga, Miss Shaw, gli diede una piccola stretta al braccio. La sensazione sembrò risalire lungo il braccio e comunicarsi al cuore, che cominciò a battere più velocemente e più calorosamente di quando non avesse fatto da tempo.
Missione matrimonio del Duca è sicuramente un romanzo con una storia molto solida alle spalle ma che pecca quasi del tutto del romanticismo che ci si aspetta da un libro simile e per questo la lettura appare un po’ troppo piatta e poco emozionante.
L’autrice ha provato a dare spessore ai protagonisti ma ci è riuscita solo in parte, secondo me.
Miss Leah Shaw è una donna indipendente, forte che ama la propria indipendenza e che non vuole permettere a niente e a nessuno di privarle della propria libertà. Il suo arrivo Renforth Abbey è tutt’altro che semplice, arrivata alla vecchia abbazia per insegnare al giovane Kit, il figlio del Duca di Northam, scopre che Sua Grazia era all’oscuro della sua assunzione e i suoi modi di fare molto decisi e, in parte, avventati, mettono in allarme l’uomo. Leah, inoltre, rivede un Hayden la rigidità dei suoi insegnanti che tanto hanno fatto soffrire lei e le sue care amiche; ma si accorge ben presto che il Duca è un uomo profondamente affezionato al figlio che desidera solo proteggerlo e tenerlo al sicuro. Il personaggio di Leah, secondo me, aveva tanto potenziale. È una brava istitutrice ma i pregi finiscono qui, perché è troppo impulsiva e non sa assolutamente gestire il conflitto.
Hayden Latimer, il Duca di Northam, è un uomo ligio al dovere. Ama la sua famiglia e ama suo figlio più della sua stessa vita, per lui è stato disposto a rinunciare a qualsiasi cosa, anche alla sua libertà. Anche il suo passato è segnato da momenti difficili e gravi perdite. A volte risulta un po’ rigido, ma il suo cuore è buono e spesso non viene compreso da Leah che non esita a giudicarlo severamente. A differenza di Leah il personaggio di Hayden mi è piaciuto molto. Quando si rende conto che la giovane istitutrice è proprio quello che serviva al figlio, cerca di trovare il modo per non farla andare via alla fine dell’anno pattuito all’inizio. Ma quello che doveva essere solo un matrimonio di convenienza diventa per il Duca qualcosa di molto più profondo e totalizzante.
L’autrice ha provato a dare spessore ai protagonisti ma ci è riuscita solo in parte, secondo me.
Miss Leah Shaw è una donna indipendente, forte che ama la propria indipendenza e che non vuole permettere a niente e a nessuno di privarle della propria libertà. Il suo arrivo Renforth Abbey è tutt’altro che semplice, arrivata alla vecchia abbazia per insegnare al giovane Kit, il figlio del Duca di Northam, scopre che Sua Grazia era all’oscuro della sua assunzione e i suoi modi di fare molto decisi e, in parte, avventati, mettono in allarme l’uomo. Leah, inoltre, rivede un Hayden la rigidità dei suoi insegnanti che tanto hanno fatto soffrire lei e le sue care amiche; ma si accorge ben presto che il Duca è un uomo profondamente affezionato al figlio che desidera solo proteggerlo e tenerlo al sicuro. Il personaggio di Leah, secondo me, aveva tanto potenziale. È una brava istitutrice ma i pregi finiscono qui, perché è troppo impulsiva e non sa assolutamente gestire il conflitto.
Hayden Latimer, il Duca di Northam, è un uomo ligio al dovere. Ama la sua famiglia e ama suo figlio più della sua stessa vita, per lui è stato disposto a rinunciare a qualsiasi cosa, anche alla sua libertà. Anche il suo passato è segnato da momenti difficili e gravi perdite. A volte risulta un po’ rigido, ma il suo cuore è buono e spesso non viene compreso da Leah che non esita a giudicarlo severamente. A differenza di Leah il personaggio di Hayden mi è piaciuto molto. Quando si rende conto che la giovane istitutrice è proprio quello che serviva al figlio, cerca di trovare il modo per non farla andare via alla fine dell’anno pattuito all’inizio. Ma quello che doveva essere solo un matrimonio di convenienza diventa per il Duca qualcosa di molto più profondo e totalizzante.
Spesso sorrideva e lei non poteva fare a meno di ricambiare il sorriso. Altre volte i suoi bei lineamenti rimanevano solenni, ma i suoi occhi brillavano di una affetto per il figlio che sembrava estendersi a lei. Ogni volta che succedeva, il suo cuore sembrava fare le capriole nel petto. Si stava innamorando di Hayden Latimer?
La storia d’amore, seppure abbastanza tiepida, si sviluppa nel tempo. Anche se i due protagonisti sono profondamente diversi i sentimenti che li animano sono molto simili, anche se Leah fatica sicuramente di più a lasciarsi andare.
I personaggi secondari, a esclusione di Kit, il figlio di Hayden sono quasi del tutto assenti. Per fortuna il giovane Kit aiuta a rendere vivace la lettura e Leah, come istitutrice, è sicuramente molto valida.
La narrazione è in terza persona e il Pov è alternato; la psicologia dei due protagonisti mi ha convinta solo in parte, se ho trovato il protagonista maschile molto interessante e affascinante, lo stesso non posso dire della protagonista femminile che il più delle volte mi ha lasciata perplessa.
La trama ha una buona evoluzione anche se il ritmo è tranquillo e per tutta la lettura del romanzo si respira un’aria di grande familiarità. Come mi era successo con il romanzo precedente, penso che questo libro possedesse tutti i requisiti per essere una bella lettura ma si è perso in quei piccoli dettagli che, arrivati alla fine, fanno la differenza.
Ancora una volta, lo scoglio più grosso che ho incontrato è stato il comportamento della protagonista, ho fatto molto fatica a comprenderla e mi è sembrata molto superficiale e fredda nei confronti del Duca. Hayden, al contrario, è il personaggio che evolve di più e che non ha paura di fare marcia indietro e di ammettere i propri sentimenti.
I dialoghi, invece, mi sono piaciuti molto, sono corposi e abbastanza vivaci. I momenti riflessivi non mancano ma vengono mitigati dai continui confronti tra i due protagonisti e, soprattutto, dalla presenza del piccolo Kit. Lo scoglio maggiore è rappresentato dal tiepido romanticismo che, secondo me, non risulta abbastanza incisivo nemmeno nel finale. Peccato, perché dalla trama mi aspettavo qualcosa di molto diverso, sicuramente mi aspettavo una componente romance un po’ più sentita e non a senso unico.
Lo stile di scrittura di Deborah Hale è attento e abbastanza vivace anche se dimostra di ignorare quasi completamente le regole del ton, ma essendo ambientato lontano da Londra non le si può rimproverare niente in questo senso.
L’assenza di scene spicy è un aspetto che ho apprezzato di più, così come era accaduto con i romanzi precedenti.
I personaggi secondari, a esclusione di Kit, il figlio di Hayden sono quasi del tutto assenti. Per fortuna il giovane Kit aiuta a rendere vivace la lettura e Leah, come istitutrice, è sicuramente molto valida.
La narrazione è in terza persona e il Pov è alternato; la psicologia dei due protagonisti mi ha convinta solo in parte, se ho trovato il protagonista maschile molto interessante e affascinante, lo stesso non posso dire della protagonista femminile che il più delle volte mi ha lasciata perplessa.
La trama ha una buona evoluzione anche se il ritmo è tranquillo e per tutta la lettura del romanzo si respira un’aria di grande familiarità. Come mi era successo con il romanzo precedente, penso che questo libro possedesse tutti i requisiti per essere una bella lettura ma si è perso in quei piccoli dettagli che, arrivati alla fine, fanno la differenza.
Ancora una volta, lo scoglio più grosso che ho incontrato è stato il comportamento della protagonista, ho fatto molto fatica a comprenderla e mi è sembrata molto superficiale e fredda nei confronti del Duca. Hayden, al contrario, è il personaggio che evolve di più e che non ha paura di fare marcia indietro e di ammettere i propri sentimenti.
I dialoghi, invece, mi sono piaciuti molto, sono corposi e abbastanza vivaci. I momenti riflessivi non mancano ma vengono mitigati dai continui confronti tra i due protagonisti e, soprattutto, dalla presenza del piccolo Kit. Lo scoglio maggiore è rappresentato dal tiepido romanticismo che, secondo me, non risulta abbastanza incisivo nemmeno nel finale. Peccato, perché dalla trama mi aspettavo qualcosa di molto diverso, sicuramente mi aspettavo una componente romance un po’ più sentita e non a senso unico.
Lo stile di scrittura di Deborah Hale è attento e abbastanza vivace anche se dimostra di ignorare quasi completamente le regole del ton, ma essendo ambientato lontano da Londra non le si può rimproverare niente in questo senso.
L’assenza di scene spicy è un aspetto che ho apprezzato di più, così come era accaduto con i romanzi precedenti.
Per un lasso di tempo solo il battito dei loro cuori, lei e Hayden indugiarono nel loro giardino privato, dove la fiducia e l’amore erano sbocciati e le paure non erano altro che fastidiose erbacce da estirpare e scacciare.
Consiglio Missione matrimonio del Duca a chi sia alla ricerca di un libro poco impegnativo e caratterizzato vagamente dal trope Enemies to Lovers. In conclusione, sono contenta di averlo letto ma non lo rileggerò in futuro.
Buona lettura.
Buona lettura.



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